Antisportività, i gesti che hanno fatto la storia (e arrabbiare i tifosi)

Antisportività, i gesti che hanno fatto la storia (e arrabbiare i tifosi)

1217 694 Jacopo Peruzzo

Lo juventino Douglas Costa sputa in faccia all’attaccante del Sassuolo, Federico Di Francesco, nel pieno del match della serie A. Il pilota Romano Fenati, in un gesto di assoluta sconsideratezza, ha premuto il freno anteriore della due ruote di un altro italiano, Stefano Manzi, mentre entrambi viaggiavano a 200 chilometri orari sul rettilineo durante la gara di Moto 2 a Misano. Poi c’è anche Serena Williams, l’icona femminile del tennis, sanzionata con una multa da 17mila dollari per aver protestato contro l’arbitro.
Tre sport diversi, un’unica matrice che li unisce: l’antisportività. Questi citati sono gesti recenti, che tutti conoscono, ma che forse verranno dimenticati con la stessa facilità con cui tanti altri, nel tempo, sono finiti nel dimenticatoio. Perché, alla fine, di eventi simili se ne vedono in continuazione. Lasciano sgomento, creano i presupposti per discutere al bar di quanto sia stato grave o meno commettere quell’azione. Ma passeranno. Eppure, ci sono gesti antisportivi che nessuno dimenticherà mai. Io ne ho trovati alcuni, che vi elenco qui sotto.

1 La testata di Zidane a Materazzi

È forse uno dei gesti più espliciti e antisportivi mai visti sul campo. E a compierlo, oltretutto, un campione del mondo, un Pallone d’Oro e un’icona del calcio contemporaneo, durante i suoi ultimi giorni da professionista. Parliamo della testata che Zinedine Zidan ha tirato contro Marco Materazzi, nella finale dei mondiali del 2006 tra Francia e Italia, la stessa partita in cui  gli azzurri portarono a casa la Coppa del Mondo. Le critiche contro il gesto sono durate pochi minuti: finita la partita, gli italiani hanno persino fatto una canzone sull’accaduto. Aver vinto i mondiali aveva già cancellato dalla memoria delle “vittime” il gesto più antisportivo degli ultimi anni

2 “Cannibali” in campo

Più recente, ma meno “evidente” e “spettacolare”, è stato quanto accaduto nei mondiali in Brasile del 2014. La “vittima”, anche qui, è l’Italia. Nello specifico Giorgio Chiellini è stato preso a morsi da  Luis Suarez, giocatore dell’Uruguay. Suarez ha morso Chiellini sulla spalla, strappando addirittura parte della maglietta all’azzurro. Per l’attaccante nove giornate di squalifica e quattro mesi di stop.

3 Risse in prima serata

Era il 2014 quando Daniele De Rossi, con la maglia della Roma, sferrò un pugno contro Icardi. Nello stesso match, il brasiliano Juan Jesus fece lo stesso contro Romagnoli. Ma quello dei pugni in campo è forse il caso più comune nelle partite di calcio.

 4 A scuola di teatro con Neymar

Ha passato 13 minuti e 50 secondi totali a terra, molti dei quali per simulare un fallo ricevuto. È questo il bilancio dell’ultimo mondiale in Russia di Neymar, ex campione della Juventus, ora al Psg. Lui non ha aggredito nessuno e ha preferito “prendersela con se stesso”, diventando anche uno spunto per meme e video di tutti i tipi. E per quanto ora se ne rida, di antisportività, anche lui, ce ne ha messa parecchio. Ma noi lo ricorderemo così, come la “vittima” del web che ci ha fatto tanto ridere.

5 La mano de Dios, l’unico gesto che “perdoniamo

Tra arrabbiature o addirittura qualche risata, non c’è stato gesto antisportivo che un tifoso sia mai riuscito a perdonare ad un avversario, soprattutto perché alcuni di questi sono stati addirittura pericolosi. Eccessivamente forse. Però c’è un gesto, totalmente antisportivo, che nessuno si è mai azzardato a recriminare. È la mano de Dios con cui Maradona segnò ai quarti di finale, nella Coppa del Mondo in Messico nel 1986, con la sua Argentina contro l’Inghilterra. Segnò con la mano. Qualcuno fece un po’ di polemica, ma il gesto ora è storia.