Caro Umberto Eco, avevi ragione: gli “imbecilli” hanno conquistato internet

Caro Umberto Eco, avevi ragione: gli “imbecilli” hanno conquistato internet

1280 720 Jacopo Peruzzo

Umberto Eco e la profezia che abbiamo “snobbato”
Avevamo tutti accennato un sorriso e anche un compiaciuto “quanto è vero”, quando Umberto Eco disse quella frase che, oggi, suona più come una profezia che forse non siamo stati capaci di interpretare. “Internet ha dato il diritto di parola agli imbecilli. Prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere”.  Ecco, oggi quegli “imbecilli” sono la maggioranza. Quegli “imbecilli”, che però hanno un nome proprio nell’era del digitale e si chiamano analfabeti funzionali, governano internet. Sono quelle persone a cui non puoi spiegare che forse sono caduti nella trappola di una fake news, perché piuttosto che ammettere di avere torto, resterebbero a discutere, post dopo post, per anni. E non importa quanto tu possa argomentare la cosa: loro avranno sempre ragione, visto che di ragioni non ne vogliono sentire.

L’esercito degli imbecilli
Quello che sta accadendo tra i social oggi non fa più ridere. Ci sono pagine e pagine Facebook nate proprio per ridicolizzare chi cade nei titoli fake, o chi decontestualizza totalmente un argomento commentando con concetti totalmente fuori luogo e che nel 90% dei casi ha a che fare con frasi del tipo: “Ma il Pd che ha fatto”; oppure “Non siamo razzisti ma…” e così via. Ecco, anche queste pagine hanno smesso di fare satira. E quando pubblicano il post del giorno non utilizzano più frasi simpatiche con l’obiettivo di schernire l’analfabeta funzionale di turno. Al contrario, sono coscienti che stanno mettendo in mostra tutta la drammaticità di un Paese che vorrebbe utilizzare internet dalla mattina alla sera senza neanche chiedersi cosa stia accadendo realmente. Tra i casi più eclatanti, per fare un esempio, c’è quello di Gian Marco Saolini, che sulla sua pagina Facebook pubblica video in cui ogni volta si finge una persona diversa (ma senza truccarsi o mascherarsi), trattando in modo irriverente e provocatorio di temi attualissimi. E gli utenti ci cascano. Sempre.
Sotto qualche video, che probabilmente conoscerete se state leggendo queste righe. E andate a vedere i commenti.

L’autosfottò: raggiunto l’apice dell’ignoranza
Qualche giorno fa, scorrendo Facebook, ho visto un post. Era un chiaro fotomontaggio del ministro Matteo Salvini, con la pelle nera. Sopra c’era scritto qualcosa del tipo: “Questo è Saoulini, venuto dall’Africa per rubarci donne e lavoro”. Un meme terra terra: non immaginavo fosse possibile non capire che si trattasse di Salvini. Poi ho aperto i commenti, e centinaia di utenti insultavano questo povero Saoulini l’immigrato. E tra chi insultava c’erano tante persone che avevano un selfie con il loro “capitano” come immagine del profilo. Insomma, non avevano capito che quell’uomo era proprio lui, Matteo Salvini.
Altro esempio: recentemente circolava una foto di Benito Mussolini da giovane, ancora con baffi e capelli. Era sicuramente diverso dall’immagine “istituzionale” che tutti conosciamo, ma diciamolo, si vedeva lontano un miglio che si trattava di Mussolini. A quella foto è stata aggiunta una frase che, con chiare intenzioni ironiche, trasformava Mussolini in un artista moderno (categoricamente straniero) che si sarebbe rifiutato di fare spettacoli in Italia perché odia il governo Lega – M5S. E che ve lo dico a fare: è partita la pioggia di insulti social allo sconosciuto artista anti Lega-M5S.

Totti fa la lavatrice, ma per gli italiani vota PD
Ieri l’ultimo colpo basso. Un cazzotto che mi ha colpito così forte che lo ricorderò per sempre. La Dash, nota compagnia di prodotti per lavatrici, ingaggia l’ex campione del mondo, il Capitano (non Salvini eh ma Francesco Totti). Così viene pubblicata questa immagine geniale, parlando di strategie di marketing, con cui la Dash ha lanciato sul mercato la nuova pastiglia chiamata “Pod”.
Nel visual dello spot, Totti sta per inserire il detersivo in pastiglie nella lavatrice, e alla sua sinistra compare la scritta “Io Pod, e tu?”. Ora, per rendere l’immagine ancora più accattivante, la Dash ha deciso di sostituire la lettera O di “Pod” con una delle pastiglie, dalla forma rotonda. Ecco, questo gli utenti non l’hanno capito, e in centinaia hanno iniziato a insultare la società, oltre che Totti, per presunta pubblicità occulta al Partito Democratico: per loro c’è scritto “Io Pd e tu?”. La Dash, imbarazzatissima, ha risposto a quasi tutti i commenti, uno per uno, spiegando che non c’era scritto Pd, ma Pod. Neanche questo è bastato: per gli utenti era solo una scusa. Il link è qua sotto. Leggete i commenti.