I guru del marketing che insegnano a diventare ricchi

I guru del marketing che insegnano a diventare ricchi

3804 2418 Jacopo Peruzzo

Fai come ti dico e guadagnerai così tanto da non sapere come spendere i tuoi soldi. È più o meno questo il contenuto di tutti i messaggi, i video e gli adv degli ormai tantissimi Guru del marketing online, figure che vendono corsi per insegnare a diventare ricchi. E per chi è un neofita del settore, c’è poco da fare: o ci si tuffa di testa senza considerare i rischi, oppure si inneggia alla truffa, senza neanche approfondire il tema. Ed è di questo che cercheremo di parlare oggi: il marketing online e i cosiddetti guru. Truffatori o profeti dell’impresa sul web?

Chi sono i guru del marketing online
Sono tanti, troppi. Ogni giorno si moltiplicano – in termini di nuove pagine Facebook e Instagram – e ognuno di loro cerca di vendere qualcosa. Alcuni usano un linguaggio tecnico come per dire “so cosa sto facendo”, altri si improvvisano esperti. Ma cosa vendono? Questo è il problema numero uno: si può cercare ovunque, ma sembra impossibile capire quale sia il prodotto offerto, almeno finché non lo si compra, pagando anche cifre esorbitanti (i corsi partono da circa 300 euro e arrivano anche a decine di migliaia di euro l’uno). A muovere i buyers, almeno all’inizio, sembra essere il solo desiderio di “imparare ad essere ricchi”. Come sia possibile non è un problema, basta che esista un modo per fare tanti soldi e facilmente. Ognuno di questi guru ha una sua specializzazione: c’è chi promette di svelare tutti i segreti del copywriting, chi sostiene di saper acquistare case senza spendere un euro per poi rivenderle a prezzi stellari e poi c’è chi dice di essere un esperto di cripto valute (i BitCoin e affini). La prima cosa che salta agli occhi è che ognuno di loro – sempre a detta dei diretti interessati – è il migliore del proprio campo, ha studiato dai migliori e non ha rivali. Non parlano mai dei loro competitor o dei “colleghi”, a meno che non si tratti dei propri mentori (che anche loro sono sempre i migliori al mondo). Tantomeno si rivolgono mai direttamente agli haters: i guru del marketing sanno bene che la pubblicità, seppur negativa, è sempre pubblicità. E poi a difenderli ci pensa la loro fanbase di clienti affezionati, per i quali il personaggio di turno è un vero e proprio idolo. Una precisazione: il  mondo del marketing online comprende tecniche che esistono e funzionano. Il problema attuale è che il sovraffollamento di esperti e presunti tali rende difficile capire come funziona questo “il metodo”.

La fanbase (o clienti)
Un altro elemento che è impossibile non notare è che questi guru sono delle vere e proprie star. Chi acquista da loro non è un cliente, ma diventa a pieno titolo uno studente e, per chi guarda da fuori, un vero e proprio fan sfegatato. Si tratta di persone che riempiono i social del proprio maestro con commenti positivi e non hanno remore nell’attaccare ferocemente chi si accanisce contro il proprio guru (NB: di haters, troll o più semplicemente contestatori ne hanno davvero tanti). Ma l’attaccamento dei fan rappresenta un valore fondamentale per il digital marketing vendor: i clienti diventano una garanzia della qualità e dell’efficacia dei prodotti venduti dal guru, visto che la maggior parte dei commenti (non denigratori, s’intende) riguardano storie di persone che sono riuscite ad incrementare i loro guadagni grazie agli insegnamenti ricevuti dai video corsi. Cosa abbiano studiato e come abbiano aumentato i loro guadagni, resta comunque un mistero. Tra gli adepti dei guru non ci sono (e probabilmente non ci saranno mai) imprenditori con esperienza, startupper e affini, non tanto perché i loro consigli non funzionino: nella maggior parte dei casi è pregiudizio. Ma come biasimarli?

La hall of fame dei guru
Dicevamo: di guru ce ne sono tantissimi, ma ci sono personaggi che spiccano su altri, soprattutto per visibilità. C’è per esempio Alfio Bardolla, forse la figura più borderline di tutte, almeno per chi non si fida dei guru del marketing. Come tutti i suoi colleghi (tantissimi sono in realtà suoi allievi), Bardolla è molto abbottonato in merito ai servizi offerti ed è difficile capire cosa si sta acquistando fino al momento del pagamento. Insomma, fidarsi sembrerebbe difficile, finché non si nota che ha una società quotata in borsa, la Abtg (Alfio Bardolla Training Group), recentemente oggetto di un articolo de L’Espresso. Bardolla non è una star solo sul web, ma anche in tv, dove è comparso e compare spesso, anche in prima serata in programmi come Piazza Pulita e Non è L’Arena. Qui Alfio Bardolla ha spiegato di saper insegnare a gestire il denaro a chi non è capace, ma sa anche come si comprano case senza spendere un soldo, o ancora come investire nelle criptovalute.
Poi c’è la storia di Mik Cosentino, al secolo Michele Leonardo Antonio Cosentino, ex campione italiano di nuoto e che oggi “aiuta migliaia di persone ogni singolo mese a credere più in se stessi e nelle proprie passioni trasformandole in business online”. Anche qui non è dato sapere quale sia il prodotto in vendita, almeno non in maniera così diretta. Per farlo bisogna scorrere tutta la home del sito web dell’ex campione e dare un’occhiata agli articoli della stampa a lui dedicati e pubblicati. Dietro al successo c’è un libro da 15mila copie sul digital marketing e attualmente gestisce una società di consulenza finanziaria sul web. Poi c’è Big Luca, di cui parleremo più avanti, allievo di Dan Kennedy, diventato esperto della pubblicazione di e-book e ora anche promotore di corsi sul marketing online. Un altro esempio è Marco Lutzu della Dr. Lutz Academy, sicuramente meno aggressivo e provocatorio rispetto al suo collega Big Luca, ma non per questo meno “intraprendente”. Si definisce il miglior Copywriter in Italia, l’autore di “Scrivere per Vendere”, definita (da lui stesso e da alcuni clienti) la “Bibbia del copywriting”. E di nomi potremmo farne ancora molti, come quello di Frank Merenda, l’inventore del Metodo Merenda (conosciuto solo dai suoi clienti, naturalmente).
Uno spazio a parte merita la figura di Marco Montemagno, più un “esperto” che un “guru” del marketing.  Una distinzione necessaria e dovuta proprio al suo metodo comunicativo: Montemagno divide completamente l’interazione con la fanbase dalla vendita di prodotti. Nei suoi video parla continuamente di marketing senza autocelebrarsi, acquisendo non solo notorietà ma anche credibilità, visto che sta condividendo con degli amici – o almeno l’approccio porta a pensare questo – un suo pensiero, lasciando inoltre la possibilità agli altri di commentare e di “bacchettarlo” se necessario. Così facendo Montemagno non ha bisogno di convincere i suoi clienti ad iscriversi ai suoi corsi – gruppi a pagamento: saranno gli stessi utenti che cercheranno il prodotto.

La comunicazione emotiva
Che i clienti di questi personaggi siano persone che non hanno mai avuto a che fare col marketing (o che hanno conoscenze minime a riguardo) è vero. L’obiettivo, d’altronde, è quello di emulare una persona che ha creato un impero da solo, senza aiuti esterni se non quelli dei video corsi di altri grandissimi esperti, ma comunque partendo dal nulla. Infatti, la storia di tutti i guru è praticamente la stessa: prima di scoprire il network marketing guadagnavano meno di mille euro al mese. Poi, per magia, hanno letto un libro o seguito un corso, hanno capito come funziona e hanno iniziato a fatturare – dicono loro – decine di migliaia di euro al mese. Adesso vendono il loro sapere. Anzi, lo svendono – dicono sempre gli stessi guru – a volte perché si sentono filantropi, altre volte perché “svendere” può essere considerata una tecnica di marketing (il motivo non lo sapremo mai se non compriamo un loro corso, naturalmente). Ad ogni modo è chiaro che la loro comunicazione punta sul fattore prettamente emotivo ed è diretta a tutte quelle persone insoddisfatte del proprio lavoro e della propria situazione economica, le quali vorrebbero diventare non solo ricche, ma accrescere anche il loro status sociale, o per lo meno la percezione che hanno di esso. Infatti, praticamente tutti i video dei guru (non i corsi, ma le clip per avvicinare gli utenti e potenziali clienti) iniziano con il protagonista che ostenta la sua ricchezza. C’è chi lo fa apertamente, elencando il numero di suv che ha parcheggiati in garage, il costo delle ville o degli hotel in cui vive e le decine di migliaia di dollari guadagnati nel mese corrente (magari anche facendo una smorfia, perché sono pochi rispetto alla media ostentata di solito). Un messaggio forte, che ha effetto su tutta una categoria di utenti insoddisfatti e che non convince affatto i più scettici: si parla sempre di case, auto lussuose e soldi, ma non si vede mai nulla di tutto ciò nei video, se non qualche screenshot relativo ai guadagni per una vendita, che oltretutto potrebbe essere photoshoppato. Qual è la verità?
Ma il punto è proprio questo: nessuno dei Guru del marketing sembra voler dire al cliente cosa sta comprando, quanto il perché lo deve comprare. Il già citato Big Luca ostenta la sua ricchezza, chiama gli altri “poveri”, racconta di aver guadagnato 50mila dollari in una settimana come fossero noccioline. Due sono le risposte che un utente può dare ad un tale atteggiamento: irritarsi o voler essere come lui. In tanti diventeranno suoi haters, ma altri invece lo seguiranno, e anche se questi ultimi saranno molti di meno rispetto ai primi, per il Guru è tutto di guadagnato: massimo risultato con il minimo sforzo.

Miracolo o truffe?
Ricapitolando: zero informazioni sul prodotto in vendita se non la promessa di aiutare gli altri a diventare ricchi; comunicare il tutto attraverso un messaggio fortemente emotivo, diretto alla pancia delle persone insoddisfatte che vogliono reinventarsi; far guadagnare cifre astronomiche e diventare imprenditori rispettati. Se questi sono i presupposti, c’è poco da girarci intorno: questa è la ricetta più classica di una truffa, che magari lascia anche qualche scappatoia legale in caso di denuncia. E le vittime, probabilmente, sono quelle persone con un livello d’istruzione più basso (o magari semplicemente svogliati) e sbocchi lavorativi limitati, in un Paese in cui il lavoro è difficile da trovare a prescindere dalle competenze e i titoli di studio. Ed è quello che ho sempre pensato dei guru del marketing online, ma siamo in Italia, e la Costituzione ci insegna che nessuno è colpevole fino a condanna definitiva, perciò ha poco senso accanirsi. Poi ho letto un’intervista su Vice e finalmente ho qualche dubbio in meno. L’intervistato è Big Luca, al secolo Luca De Stefani, uno dei più famosi nomi del digital marketing in Italia. Dice di vivere in un hotel a 5 stelle a Dubai e di fatturare anche 100mila dollari al mese. Da quello che è dato sapere tramite i social (lo “spio” da tempo) guadagna vendendo video corsi su come fare marketing digitale e organizza convention in cui lui è la main star, sempre accompagnato da ospiti “illustri” del settore di cui ignoravo l’esistenza, i cui biglietti vengono venduti anche a migliaia di euro. Insomma, i presupposti non sono dei migliori per farmi pensare che non si tratti di una montatura. E invece, finalmente, Big Luca dice quello che fa, spiega chiaramente qual è il suo lavoro, come ha iniziato a guadagnare e perché ora vende corsi. Ciò non toglie tutti i dubbi sull’utilità di questo processo di insegnamento-apprendimento del marketing digitale, ma rende finalmente il tutto più umano e meno “oscuro”. Stando alle sue dichiarazioni a Vice, Big Luca ha trovato fortuna grazie alla pubblicazione degli ebook per poi venderli su Amazon. Secondo tale sistema, con una spesa minima (di circa 160 euro) produceva un libro e lo metteva in vendita sulle piattaforme più note. Come può questo processo fruttare migliaia di dollari? Grazie alle keyword. Insomma, si può scrivere di tutto, da come si fa il bucato a come far crescere il basilico in casa: l’importante è fare in modo che il titolo e le parole chiave della pubblicazione del prodotto su Amazon siano quelle più facilmente utilizzate dall’utente medio. L’obiettivo è fare in modo che quel prodotto sia in cima alle ricerche sulla piattaforma e automaticamente diventerà la più acquistata (da chi, naturalmente, ha bisogno di una guida per fare qualcosa). Una volta capito il sistema, si rinvestono i soldi guadagnati per far scrivere altri libri a terzi, così da moltiplicare i prodotti in vendita ogni mese. E il gioco è fatto. Poi Big Luca ha capito di essere diventato un esperto di keyword e ha deciso di vendere questa sua esperienza, dopo aver studiato corsi di digital marketing e diventando allievo del massimo guru internazionale, Dan Kennedy. Da lì il primo video corso: come trovare le migliori keywords per vendere il proprio prodotto online. Poi gli altri corsi, come quello sull’high ticket (è meglio far pagare tanto a pochi che poco a molti clienti) e così via. Insomma, ha fatto quello che farebbe ogni imprenditore nella realtà: ha scommesso e ci è riuscito. Ora vuole sfruttare il fatto che il marketing digitale non è un settore ancora così conosciuto e probabilmente ci sta riuscendo.
Insomma, è davvero difficile capire se questi corsi funzionano o meno, ma se ci fosse un po’ più di chiarezza dietro tutti questi corsi e concorsi, forse ci sarebbe meno scetticismo. Sicuramente, se chiedessi ai Guru, mi risponderebbero che anche l’“aura di mistero” a è una tecnica di marketing.